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SE L’ALGORITMO DELLA MODERAZIONE SOFFRE DI SIMPATIE.

Da Informatico, è da tempo che discuto con colleghi e affini su quanto la moderazione sui #social, #Facebook in primis, sia diventata un problema.

Nella giornata di ieri, dopo una segnalazione “organizzata” di massa, Facebook ha deciso di bloccare, a scopo preventivo (?) la pacifica pagina delle #sardine.

Chi ha organizzato l'”attacco”, pensava di poter arginare il fenomeno “sardine” con qualche trucco da miserabile troll e invece, nel giro di meno di due ore dal blocco, si è trovato a combattere una nuova pagina nazionale temporanea “6000 Sardine 2”, letteralmente invasa da una quantità spettacolare di like e follower, a una velocità doppia e tripla rispetto alla precedente. Dopo poco il copione si è ripetuto, identico: anche la seconda viene oscurata. Come era prevedibile, anche questa volta le sardine, invece di arrendersi e scomparire, si sono moltiplicate.

È evidente che l’algoritmo di moderazione funziona bene. La segnalazione di massa delle pagine delle Sardine ha funzionato alla perfezione. L’algoritmo ha svolto il suo lavoro. Solo un team umano è potuto intervenire per capire che quella segnalazione fosse un attacco politico, vigliacco e anche un po’ “squadrista”, impedendo il blocco delle pagine. Cosa che su #Facebook, é prontamente successa tant’é che mentre scrivo, tutte le pagine sono tornate #online.

Ma l’algoritmo non è scemo. È stato ben educato e in questa triste faccenda ho come l’impressione di aver intravisto una disparità di trattamento tra le pagine nate dal basso e le pagine rappresentative delle cosiddette “persone di potere”.

Possibile mai che piattaforme sviluppate in modo così sofisticato e ultramiliardarie non sanno che la segnalazione di massa è anche una strategia politica? Non sanno di dover distinguere e bloccare tentativi di oscurare contenuti per ritorsioni politiche? Perché non hanno impedito alla segnalazione di massa verso pagine rappresentative di una importante mobilitazione civile di funzionare?
Come mai proteggono a prescindere le pagine dei politici, operando una odiosa disparità di trattamento fra cittadini comuni e persone di potere?

Del resto se qualcuno, in buona fede, pensasse di rispondere a queste bassezze con la stessa moneta, prendendo di mira la pagina di #Salvini o di chiunque altro, non credo otterrebbe lo stesso risultato ottenuto dai troll “antisardine”. Non mi piace pensare che una segnalazione di massa contro le pagine di #Salvini o di un altro politico, a questo punto, potrebbe anche non funzionare. Gli uomini di potere, a differenza delle pagine nate dal basso, potrebbero godere di uno scudo protettivo dalla mannaia algoritmica e la cosa, se confermata, aprirebbe un serio dibattito sul ruolo dei social in un contesto democratico e competitivo come quello occidentale.

Ad ogni modo, a prescindere dall’algoritmo, una cosa resta certa. Per scoprire se l’algoritmo funziona, il popolo delle sardine non attaccherebbe mai una pagina sovranista come dei troll allevati a pane e odio. Le sardine andrebbero avanti per la propria strada, con la forza delle proprie idee e di quella bella idea di civiltà che stanno raccontando all’#Italia intera. Ed è proprio grazie a questa civiltà che, alla fine, vinceranno solo le loro idee e non le strampalate simpatie di un algoritmo.

(Disegno di Valentina Stecchi)