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UMBRIA19 – Quando le analisi, dovrebbe farle l’analista.

Ho trascorso la sera di ieri, un martedì post-elettorale, a leggere le analisi del voto in #Umbria. Potevo scegliere di dedicarmi ad altro, lo so, ma ero curioso di sapere cosa ne pensassero i protagonisti, cosa avrebbero voluto modificare, cosa avrebbero fatto da oggi per invertire la rotta, quali fossero i comportamenti sbagliati e come sostituirli. In poche parole, se qualcuno avesse le idee chiare su come risalire la china del risultato in #Umbria.

Un crogiuolo di errori, un estenuante elenco di errori quasi sempre degli altri: per #DiMaio la colpa è del #PD che fa male al #Movimento5Stelle come faceva male la #Lega; nel #PD è colpa di #Renzi, per #Renzi è colpa del #PD. E così via in una sequela di responsabilità che sono sempre scaricabili su altri, un pò com la storiella di quello che si toccava e aveva male dappertutto e invece era solo male al dito.

Ma questa non è una novità, per carità. Non ce ne stupiamo. In mezzo ai nomi dei presunti colpevoli ci sono anche le dichiarazioni di cambiamento: “così non va bene”, “dobbiamo cambiare passo”, “il governo deve dare una sferzata” sono le frasi, testuali, di chi sul governo ha grandi responsabilità.

Mi sono impegnato di più e mi sono detto: se cerco bene sicuramente vedrò qualcosa che da domani sicuramente cambierà. Mi spiego: se qualcuno dice che la litigiosità del governo sulla manovra ha influito negativamente sul governo allora proporrà una soluzione, magari incontrarsi tutti per discutere e uscire con una linea comune e uscire con la promessa di non attaccarsi sui giornali. Roba semplice. Roba così. Oppure se qualcuno dice che questo governo non ha avuto il coraggio di prendere le distanze dalle politiche di #Salvini allora ti aspetti che qualcuno ci dica che da domani verrano smontati i Decreti Sicurezza, #Quota100, insomma qualcosa di concreto.

E invece niente. Ed è qui che sta il nocciolo della questione: mesi passati a contestare (anche giustamente, eh) le azioni di Salvini e non c’è nemmeno un’idea di come sostituire quei modi. Niente. Non solo non c’è niente ora: non c’è niente all’orizzonte. E ancora qualcuno si illude che le persone cambino idea per le #colpe e non per le #soluzioni.

Lo scrisse benissimo #ItaloSvevo: «Che io forse abbia amato tanto la sigaretta per poter riversare su di essa la colpa della mia incapacità? Chissà se cessando di fumare io sarei divenuto l’uomo ideale e forte che m’aspettavo? Forse fu tale dubbio che mi legò al mio vizio perché è un modo comodo di vivere quello di credersi grande di una grandezza latente.»

Aspettiamo. Nell’attesa, buon mercoledì!